Around Scelsi…

Around Scelsi è una ricerca sulla formazione musicale di Giacinto Scelsi, il suo ambiente, le contaminazioni culturali e le personalità che in qualche modo hanno avuto influenza su di lui.

Fanno parte di questo filone di indagine la videoconferenza Latino etc.. e il concerto dal titolo Around  Scelsi (Agnese Toniutti  pianoforte; Mansutti  violino) tenutosi nell’ambito del festival All Frontiers.

1) Pietro d’Ayala Valva (1848-1923)

 
Il Conte Pietro d’Ayala Valva, prozio materno di Giacinto Scelsi era un uomo di mondo, attivo in politica come Senatore del Regno d’Italia dai primi del ’900, viaggiatore instancabile e pianista dilettante, si può considerare il primo fra i diretti antenati di Giacinto Scelsi a interessarsi attivamente alla musica. 
Ecco come lo ricorda e descrive  lo stesso Scelsi:
…Questo mio prozio era anche un ottimo pianista; aveva conosciuto Busoni e frequentava molto i concerti, anche quelli di Bayreuth, della città diciamo wagneriana… 
Nel periodo in cui Pietro d’Ayala Valva visse a Roma frequentò il cenacolo del compositore e pianista Giovanni Sgambati (1841-1914), già allievo di Liszt e strenuo diffusore della musica sinfonica europea in un’epoca in cui in Italia dominava incontrastato il melodramma.
 
Bibliografia:
Giacinto Scelsi, Il sogno 101. Ed. Quodlibet, Macerata, 2010. Pp. 213/214 e n, 223.

Luciano Martinis, Latino, scherma, scacchi. Ma… quali suoni?, contributo all’interno di:

Aa.Vv., Giacinto Scelsi nel centenario della nascita, Atti dei Convegni Internazionali, Roma, 9-10 dicembre 2005, Palermo, 16 gennaio 2006. A cura di Daniela M. Tortora, Arance editrice, Roma 2008, Pp.177-189.

 
Composizioni reperibili:
• “Habanera – Ricordi di Spagna per piano Forte” è, al momento, l’unica sua opera conosciuta.
Composta a S. Isidro in Spagna è stata pubblicata a stampa a Napoli il 19 maggio del 1875. 
E’ dedicata “Alla Gentilissima Signorina Piedad Jrujo de Sotomayor”.
Prima esecuzione conosciuta:
Gradisca d’Isonzo, 26 novembre 2010. Pf.: Agnese Toniutti.
(Arch. Le Parole Gelate – Aquileia)

2) Giuseppe d’Ayala Valva (1871-1951)

Giacinto Scelsi nelle sue memorie parla per esteso delle stravaganze a delle bizzarrie dello zio materno, il Marchese Giuseppe d’Ayala Valva. Era, fra l’altro, anche un fanatico wagneriano e considerava inesistente la musica posteriore a questo grande compositore. Questa sembra sia stata la ragione per cui diseredò completamente il nipote in quanto lo considerava un musicista di stile moderno.
Si dilettò a comporre ed anche in anziana età continuò a prendere lezioni di contrappunto, di armonia e di orchestrazione dal M° Piero Coppola, con la segreta ambizione di riuscire a scrivere poemi sinfonici, naturalmente nello stile di Wagner.
 
Bibliografia:
Giacinto Scelsi, Il sogno 101. Ed. Quodlibet, Macerata, 2010. Pp. 48/49 e n, 195/204 e n.
Agnese Toniutti, Randolph’s Folly.  Un romanzo di Dorothy Kate Ramsden. I suoni, le onde… n. 16, 2006. P. 11,n.8.

Luciano Martinis, Latino, scherma, scacchi. Ma… quali suoni?, contributo all’interno di:

Aa.Vv., Giacinto Scelsi nel centenario della nascita, Atti dei Convegni Internazionali, Roma, 9-10 dicembre 2005, Palermo, 16 gennaio 2006. A cura di Daniela M. Tortora, Arance editrice, Roma 2008, Pp.177-189.

 
Composizioni:
•  Premiers bourgeons (Poemi di Kerner)
•   Pensieri musicali per pf. (fine ‘800)
   – Fatalità. (fine ‘800)
   – Lullaby – Dedicato a Herbert e Cecil Harrison. (fine ‘800)
   – Go ahead! – Dedicato a Mrs E. H. Harrison. (fine ‘800)
Prima esecuzione conosciuta:
Gradisca d’Isonzo, 26 novembre 2010. Pf.: Agnese Toniutti.
 
NB. Le partiture originali risalgono alla fine del ‘800 e sono conservate nell’Archivo Storico della Fondazione Isabella Scelsi.

3) Giovanna Enrichetta d’Ayala Valva in Scelsi 

…Niccolò Van Westerhout a commencè à me donner des lessons de piano verse la moitiè de Décembre 1888… (LPG-58-A-Q1-13)

La Marchesina Jeanne diligentemente annotò nel suo diario l’inizio delle sue lezioni di pianoforte. In quel periodo si era trasferita da Valva a Napoli dove viveva la madre Elisa, a palazzo Parsi e Sacomanni in Corso Umberto I°.

Prese lezioni di pianoforte dal M° Van Westerhout fino all’8 gennaio 1889, come risulta dalle sue annotazioni, ma continuò a studiare musica e, per il suo quattordicesimo compleanno il 29 marzo di quello stesso anno, la madre le comperò presso la ditta Scognamiglio “le clavier muet”, ora conservato nel museo della Fondazione Isabella Scelsi.

Questo singolare strumento veniva usato nei lunghi viaggi di trasferimento per esercitare le dita (Giacinto Scelsi continuò ad usarlo fino in tarda età)

Durante un lungo viaggio nel Nord Italia Jeanne visitò la Scala; a Milano ebbe occasione di vedere in funzione la grande attrazione del momento, il Fonografo Edison appena inventato. 

Il 2 dicembre del 1889 si stabilì a Roma dove ormai soggiornava sempre più spesso lo zio Pierre, per i suoi impegni nel Senato del Regno d’Italia. Presero alloggio in un grande appartamento in Via della Fontanella Borghese al n°46. Il giorno 13 dello stesso mese fece la conoscenza del M° Sgambati il quale le raccomandò una sua allieva come insegnante di pianoforte. Due giorni dopo prese la sua prima lezione con Emma Nethler. L’indomani comperò a Via Condotti i Piccoli preludi di Bach e il 4 gennaio del 1990 le Bagatelle di Beethoven.

Nel 1904 la marchesina Jeanne sposò Guido Scelsi Tenente di Vascello e si trasferì nel comune di Arcola in provincia di La Spezia, dove il marito abitava per ragioni di servizio . 

Anche nella sua nuova condizione di moglie non trascurò di tenere una dettagliata nota di casa dove annotava scrupolosamente tutte le entrate e le uscite del ménage famigliare. Le voci che si susseguono danno l’idea di un sobrio e parsimonioso train de vie. Forse l’unica spesa voluttuaria che ne risulta è il “nolo pianoforte”, che decorre dal gennaio del 1906, un anno esatto dopo la nascita del suo primo figlio Giacinto. 

Nell’isolata e silenziosa Villa Terni nel piccolo villaggio di Pitelli, incominciarono così la prendere vita suoni e melodie. Lì, prima dei ricordi, la piccola mano di un bimbo sicuramente sfiorò quei magici tasti d’avorio.

Bibliografia:

Giacinto Scelsi, Il sogno 101. Ed. Quodlibet, Macerata, 2010. Pp. XIV, 213 (e n.), 361 n.

Luciano Martinis, Latino, scherma, scacchi. Ma… quali suoni?, contributo all’interno di:

Aa.Vv., Giacinto Scelsi nel centenario della nascita, Atti dei Convegni Internazionali, Roma, 9-10 dicembre 2005, Palermo, 16 gennaio 2006. A cura di Daniela M. Tortora, Arance editrice, Roma 2008, Pp.177-189.

4) Lionello Scelsi

Lionello Scelsi era il fratello minore di Guido Scelsi, quindi zio paterno di Giacinto. Decisamente uno spirito bizzarro, dall’aspetto bohémien, diplomatico di carriera, viaggiatore, nevrotico e stravagante. Pubblicò un libro di racconti palesemente autobiografici: “Storie vere o quasi” ed era grande conoscitore di stornelli popolari. Lionello incise due dischi con canzoni da lui composte: in uno troviamo le “canzoni valzer” Il mio tormento e Trecce d’oro cantate da Luigi Fort, nell’altro le canzoni Sorriso e No, non mi parlar d’amor, cantate dal tenore Aldo Simmone accompagnato al piano da Lino Pelilli.

Bibliografia

Luciano Martinis, Latino, scherma, scacchi. Ma… quali suoni?, contributo all’interno di:

Aa.Vv., Giacinto Scelsi nel centenario della nascita, Atti dei Convegni Internazionali, Roma, 9-10 dicembre 2005, Palermo, 16 gennaio 2006. A cura di Daniela M. Tortora, Arance editrice, Roma 2008, Pp.177-189.

5) G. Sallustio (1879-1938)

Giacinto Scelsi ricevette un’educazione privata con un precettore; anche la sua educazione musicale fu in gran parte da autodidatta e solo alla fine degli anni Venti prese lezioni dal compositore Giacinto Sallustio. Conosciuto e stimato per le sue trascrizioni di madrigali, il Maestro fu amico di Ottorino Respighi e Riccardo Zandonai. Come compositore fu decisamente attratto dalla scuola francese – specialmente Debussy – chiaramente in antitesi con le tendenze stilistiche in voga in Italia negli anni ’30. Fra le sue composizioni, da ricordare La solitude, per canto e pianoforte, Ricordi 1930, su testo di Franz Toussaint, dedicato “Alla Marchesa Dorothy Imperiali”, futura moglie di Giacinto Scelsi; Spleen, per canto e pianoforte, Ricordi 1933, testo di Paul Verlaine, dedicato “Alla Contessa Isabella di Zogheb”, sorella di Giacinto Scelsi; il “trittico sinfonico” Trasfigurazioni eseguito al Teatro Adriano di Roma nel 1937.
 
Bibliografia:
Giacinto Scelsi, Il sogno 101. Ed. Quodlibet, Macerata, 2010. Pp. XX, 12 (e n.), 13-14, 372, 489.

Luciano Martinis, Latino, scherma, scacchi. Ma… quali suoni?, contributo all’interno di:

Aa.Vv., Giacinto Scelsi nel centenario della nascita, Atti dei Convegni Internazionali, Roma, 9-10 dicembre 2005, Palermo, 16 gennaio 2006. A cura di Daniela M. Tortora, Arance editrice, Roma 2008, Pp.177-189.

Composizioni conosciute:
Il canto della sposa rapita (trascr. per vl e pf) (1938)
  1. scritto inizialmente per violoncello e pianoforte è dedicato a Riccardo Zandonai, ed è datato “Roma marzo 1938”. Fu pubblicato a stampa da Ricordi nel 1938. Al momento non risulta che quest’opera sia stata eseguita in pubblico.
Prima esecuzione conosciuta: Gradisca d’Isonzo, 26 novembre 2010. Pf.: Agnese Toniutti; Vl.: Nicola Mansutti

6) Egon Köhler (1886-1938)

Fisico, endocrinologo e psichiatra di origine lituana radicato in Svizzera. Da giovane era stato allievo del compositore russo Alexandr Skrjabin con il quale condivideva anche gli interessi per la teosofia. Svolgeva la sua attività presso la clinica Mon Repos di Vevey dove ebbe come paziente Giacinto Scelsi il quale assimilò a tal punto le sue idee sulla musica e sull’arte da considerarlo uno dei suoi maestri. Purtroppo al momento non si conoscono sue composizioni o scritti teorici che non siano legati a  problemi scientifici.
 
Bibliografia:
Giacinto Scelsi, Il sogno 101. Ed. Quodlibet, Macerata, 2010. Pp. 14 (e n.), 15-16, 489. 
7) Walther Klein (1882-1961)
Compositore austriaco poi naturalizzato statunitense, era stato in relazione con Arnold Schönberg già dalla prima decade del ‘900. Il primo incontro con Giacinto Scelsi avvenne in Inghilterra nel 1934, dato estremamente significativo in quanto farebbe di Scelsi il primo compositore italiano ad avere un rapporto diretto con un esponente della dodecafonia. Klein era legato all’ambiente dei teosofi e la sua composizione Invocation fu eseguita per la prima volta davanti al Congresso della Federazione Europea delle Società Teosofiche tenutosi a Vienna nel luglio del 1923, in sovrapposizione alla musica una voce recitante leggeva un testo in tedesco di Annie Besant. 
Lo Scherzo è un’opera della fine degli anni ’30, particolarmente significativa in quanto Giacinto Scelsi riferisce averla ascoltata. La partitura è stata recentemente trovata dal violinista Franco Sciannameo e non esiste alcuna prova di una sua esecuzione anteriore.
 
Bibliografia:
Giacinto Scelsi, Il sogno 101. Ed. Quodlibet, Macerata, 2010. Pp. 16 (e n.), 17 (e n.), 51 n., 489.
 
Luciano Martinis,“Wer ist Walt(h)er Klein?”  in: “MusikTexte”, n° 101, Köln, maggio 2004, Pp. 37/43, adattato e tradotto al tedesco da Christine Anderson e poi ripreso con delle aggiunte significative in : I suoni, le onde…  n°17/18 , Roma – II sem. 2006 / I sem. 2007.
 
Luciano Martinis, Latino, scherma, scacchi. Ma… quali suoni?, contributo all’interno di: Aa.Vv., Giacinto Scelsi nel centenario della nascita, Atti dei Convegni Internazionali, Roma, 9-10 dicembre 2005, Palermo, 16 gennaio 2006. A cura di Daniela M. Tortora, Arance editrice, Roma 2008, Pp.177-189.
 
Friedrich Jaecker, Giacinto Scelsi e Walther Klein. InAa.Vv., Giacinto Scelsi nel centenario della nascita, Atti dei Convegni Internazionali, Roma, 9-10 dicembre 2005, Palermo, 16 gennaio 2006. A cura di Daniela M. Tortora, Arance editrice, Roma 2008, Pp.191-201.
 
Composizioni:
•  Invocation per vl e pf (1923)
La partitura è stata rintracciata in Germania dalla musicologa Christine Anderson. 
Prima esecuzione:
Vienna, luglio 1923. 
Prima esecuzione italiana:
Gradisca d’Isonzo, 26 novembre 2010. Pf.: Agnese Toniutti; Vl.: Nicola Mansutti
• Scherzo dalla Sonata per violino e pianoforte, (anni ’30)
Prima esecuzione italiana:
Gradisca d’Isonzo, 26 novembre 2010. Pf.: Agnese Toniutti; Vl.: Nicola Mansutti

8) Richard Falk

Di origine tedesca, Richard Falck era operante in Italia già dai primi anni ’30; tra l’altro impegnato alla trascrizione delle opere di Pergolesi. La sua collaborazione con Scelsi iniziò già prima del 1934 ed ebbe un ruolo fondamentale nella stesura del Trio n. 1 per violino violoncello e pianoforte. In seguito alle leggi razziali del 1938 promulgate in Italia, Richard Falk si trasferì negli Stati Uniti d’America (rimane una ricevuta commerciale di £. 2.500 pagata da Giacinto Scelsi a Roma “per conto M° Richard Falk per svincolo dei mobili diretti a quest’ultimo, giacenti a  New York” datata 19/12/1939). A New York si dedicò prevalentemente al genere musical. La sua collaborazione con Scelsi continuò anche a distanza fino ad interrompersi definitivamente negli ultimi anni del conflitto bellico. 

Bibliografia:

Luciano Martinis, Due viaggi mancati e un personaggio dimenticato. 

Conferenza  tenutasi presso la Discoteca di stato nel 2007 adattato alla pubblicazione  da Franco Sciannameo con il titolo In the New World (2007) e A Forgotten personale: Richard Falk (2010) in: Aa. Vv., Music  as Dream. Essays on Giacinto Scelsi. A cura di Franco Sciannameo e Alessandra Carlotta Pellegrini. The Rowman & Littlefield, 2013

9) Piero Coppola 

Il M° Piero Coppola si trovava in Svizzera alla fine degli anni  ’30, in qualità di Direttore d’orchestra (Orchestre de chambre de Lausanne, Orchestre de la Suisse romande e l’orchestra di Radio Lugano). Nello stesso periodo dava lezioni private di musica: nel 1939 Giacinto Scelsi lo mise in contatto con lo zio, il conte Giuseppe d’Ayala Valva, intenzionato ad approfondire la composizione musicale con la segreta speranza di arrivare a comporre una sinfonia in stile wagneriano! 

Piero Coppola divenne quindi l’insegnante di composizione del marchese d’Ayala dal 1939 al 1951, anno della scomparsa di quest’ultimo. La relazione di amicizia con Scelsi si consolidò ulteriormente per tutti gli anni della guerra: l’11 giugno 1942 nella Salle du Consevatoire de Musique di Losanna ci fu un concerto Scelsi/Coppola. Quest’ultimo era anche compositore e di lui si conoscono una cinquantina di opere fra canto e pianoforte, sinfonie, opera e balletto. 

Anche se la sua opera musicale non ha lasciato grandi tracce, Coppola, negli anni dal 1926 al 1935, fu Direttore Artistico della Compagnie française du gramophone di Parigi, per la quale aveva registrato più di 500 dischi collaborando con i migliori interpreti e compositori del momento. Questo fatto ebbe un’importanza notevole per Giacinto Scelsi: da quanto si deduce da una corrispondenza fra i due sul tema, fu in quel periodo che elaborò l’idea di incidere le proprie improvvisazioni su dischi ed in seguito farli trascrivere.

Bibliografia:

Luciano Martinis, Estensioni estatiche. La scrittura musicale come estensione statica del sublime. Conferenza  tenutasi nell’ambito del convegno di studi “Scelsi 25. Uno sguardo retrospettivo al futuro”, Roma 12/14 novembre 2013.

Pubblicata in I suoni, le onde… n. 35/36, II° 2015 -I° 2016. Pp. 3/9.