Incontro fra due poeti

In uno dei pomeriggi trascorsi a Via San Teodoro Scelsi mi dichiarò che grazie a me aveva conosciuto tre Poeti: Gherasim Luca, Hawad e Giovanna Sandri… commentando che si trattava di un arricchimento notevole: un Poeta era qualcuno di spiritualmente superiore, difficile incontrarne di autentici in una vita intera. Scelsi aveva un grande intuito verso le persone: ne riconosceva il valore in modo sottile. Inutile dire che questa dichiarazione mi rese orgoglioso, si trattava di un apprezzamento importante verso il mio lavoro culturale di editore. 

Avevo appena dato alla stampa Dal canguro all’Aithya di Giovanna Sandri, ne portai una copia a Giacinto, mi interessava la sua opinione; mi promise che lo avrebbe letto… l’indomani mattina mi giunse una telefonata di Giovanna Sandri emozionatissima: Scelsi aveva letto il suo libro la sera stessa in cui l’aveva ricevuto e senza dirmi niente aveva cercato il numero di Giovanna sull’elenco e l’aveva chiamata per complimentarsi. La cosa non mi sorprese, era un suo tipico modo di agire. Alcuni giorni dopo Scelsi organizzò una cena alla quale eravamo invitati io e Giovanna, da lì nacque un sodalizio intellettuale basato su un’intesa poetica quasi telepatica, intensa, che io percepivo a debita distanza, un po’ per rispetto, un po’ perchè ne ero escluso…

Giovanna in passato aveva collaborato con la rivista Marcatré della casa editrice Lerici, dove era entrata in contatto con i musicisti più sperimentali, uno fra tutti Giuseppe Chiari, non era nuova alla sperimentazione musicale. Ma nel lavoro di Scelsi c’era anche la Poesia, che li avvicinava in una dimensione più completa e altra.

Il primo testo che Giovanna Sandri scrisse per Scelsi fu un contributo nel numero della rivista Le parole rampanti dedicato a lui: “la radice del suono” uscito in occasione dell’otto gennaio 1985, il compleanno di Giacinto. Un testo in cui è presente la forza primordiale del suono, in un universo che evidentemente i due condividevano, dove Intelligenza pone delle domande a cui non c’è risposta, in un mondo dove tutto è viaggio e vibrazione. Giovanna si descrisse come la curatrice di questo testo che attribuì a Chuang-tzu, come Scelsi si diceva postino della sua musica, creazione proveniente da altra dimensione… era un private joke molto sottile fra due anziani poeti che si preparavano serenamente al distacco dalla materia. Il primo ad andarsene da questo mondo fu Giacinto, Giovanna accusò il colpo, ma trasformò il dolore terreno in creazione, scrivendo Le dieci porte di Zhuang-zi, in memoriam Giacinto Scelsi, uscito poi nel 1994.

L’occasione di questo articolo di ricordi nasce da una trouvaille nel mio archivio: due testi dattiloscritti di Giovanna Sandri dal titolo “dall’enigma di un ideogramma” e “immagini (pensieri visibili) dal Sogno 101” in cui Giovanna raccoglieva e rielaborava spunti profondi che le giungevano dal Sogno 101 che aveva appena letto, una sorta di recensione in forma poetica per lettori in sintonia.  

DALL' ENIGMA DI UN IDEOGRAMMA

Immagini collegate: